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Procedendo ancora pi a sud possibile giungere al "tacco estremo d'Italia": Santa Maria di Leuca. Questa meravigliosa localit marina rappresenta un vero balcone panoramico sul Mediterraneo in quanto il punto in cui il mar adriaco ed il mar jonio si uniscono.
I romani chiamarono Santa Maria di Leuca "De finibus terrae", perch pensavano che la terra finisse laddove si incontrano i due mari.
Il promontorio roccioso si sdoppia in de capi; Punta Meliso che si trova ad est e Punta Ristola che si trova a ponente.
In questa localit sorgeva un tempio romano dedicato a Minerva, di cui si conserva un masso monolitico, l'Ara all'interno del santuario di Santa Maria di Leuca. Esso ancora oggi luogo di devozione e pellegrinaggio; secondo un'antica credenza basterebbe recarvisi almeno una volta nella vita per andare in Paradiso. Si racconta anche che San Pietro per giungere a Roma dalla Palestina, sia sbarcato qui: il suo passaggio ricordato dalla colonna con capitello corinzio, sormontata dalla statua della Madonna, eretta nel 1694 sul piazzale della Basilica. Questa di poco successiva, perch l'attuale struttura, un tempo fortificata per fronteggiare i numerosi attacchi nemici e successivamente ristrutturata in forme barocche, risale alla met del '700.
Nel 1900 fu meta di un pellegrinaggio giubilare e nel 1990 Papa Giovanni Paolo II la elev al rango di Basilica pontificia minore. Una scalinata di 184 gradini collega la basilica al porto sottostante e fa da cornice all'acquedotto Pugliese, iniziato nel 1906 e terminato nel 1939.
Sulla scogliera di Punta Meliso svetta un faro di altezza 47 metri e posto a 120 metri dal livello del mare: merita una visita, sia per il panorama, sia per percorrere la scalinata composta da 184 gradini che conduce al porto di Marina.
Anche in questa localit ci sono alcune grotte interessanti da visitare; la Grotta del Diavolo e la Porcinara, con iscrizioni greche e latine, sono visitabili anche via terra, invece ci vuole una barca per visitare quelle che si succedono sotto Punto Ristola.
Una leggenda locale narra che la mitica sirena Leucasia cantasse struggenti canzoni d'amore ai naviganti di passaggio dallo Ionio all'Adriatico. |