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Porto Cesareo



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Ennesima meta turistica che merita di essere visitata rappresentata da Porto Cesareo che, come Gallipoli, bagnata dal mar Jonio. Questa localit conserva ancora intatti diversi lembi di costa, all'interno dei quali sono presenti numerosi cordoni di altissime dune e ghetti che, insieme alle saline retrostanti ed ai diversi sprofondamenti del terreno di antica origine, ospitano ancora oggi un rigogliosa vegetazione naturale.
Di notevole importanza risulta la parte costiera della zona in quanto l'azione combinata della prateria di Posidonia oceanica e delle dune svolgono un'efficace azione antierosiva.
Studi geologici hanno consentito di rilevare che l'evoluzione dei principali aspetti morfologici delle saline e dei cordoni dunari possono essere ritrovati all'interno dell'andamento del fondo marino nell'area marina protetta.
Porto Cesareo, insieme a tutta la costa nelle sue vicinanze, durante il periodo della dominazione romana, svolgeva un importante ruolo portuale.

Durante il periodo intorno all'anno mille, questa localit marina era presenziata dai Brasiliani i quali istituirono l'abbazia di S. Maria de Cesarea, rimasta fino al sec. XV. Nell'anno 1570, fu ultimata la torre di Cesarea le cui dimensioni erano ben pi ampie delle altre, in quanto era una "comarca", ossia una torre dove risiedeva il castellano, quale comandante anche delle guarnigioni di altre torri costiere della fascia ionica.
Dopo circa mezzo secolo la torre fu distrutta completamente per essere ricostruita soltanto nel 1622.
Lentamente, per, come tutto il territorio costiero ionico, anche Porto Cesareo sub un periodo di abbandono, con l'avanzata di zone paludose e della stessa malaria. Cominci a ripopolarsi verso la fine del sec. XVIII, quando sorse una tonnara che permise di attirare l'attenzione della ricca borghesia che agli inizi del 1800, a seguito dello sfaldamento della feudalit, acquistarono il territorio dalla famiglia baronale Della Ratta, salvo poi rivenderlo alla ricca famiglia Muci, di Nard, che ne rimase proprietario fino agli inizi del nuovo secolo.
Durante il periodo fascista, l'incremento demografico si svilupp in maniera rapida e costante. Il centro divenne meta di manodopera qualificata esterna e contemporaneamente inizi a manifestarsi il primo turismo balneare, mentre l'abitato, dapprima concentrato nel tratto della costa, che abbraccia la torre, si svilupp anche nell'entroterra.
Verso la fine degli anni Cinquanta, si sviluppo in maniera notevole l'attivit della pesca che raggiunse il suo picco a partire dai primi anni del decennio successivo.
Porto Cesario si impose come luogo di attività marinare e centro di balneazione tra le pi rinomate del Salento. Questa nuova situazione port i residenti a chiedere l'autonomia dal comune di Nard, di cui era frazione; essa fu conseguita il 20 maggio 1975.