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Lecce è stata definita "città barocca", ma anche città-chiesa per il gran numero di edifici di culto: fra tutti la Basilica di Santa Croce è riconosciuta come il massimo monumento dello stile secentesco, che, soprattutto nella parte superiore della facciata rivela la sua sfrenata fantasia con la sua selva di figure umane, animali, vasi fioriti, grottesche cariatidi e cornici, come quella che adorna il rosone centrale.
La sontuosa scenografia della basilica, dovuta al genio di un altro Zimbalo, Francesco Antonio e Cesare Penna e di Gabriele Riccardi, cui si deve il disegno all'interno, prosegue quasi senza interruzione, nel contiguo Palazzo del Governo, meglio noto come Palazzo dei Celestini.
La Basilica Santa Croce presenta uno sviluppo longitudinale a tre navate con cappelle che si conclude in un lungo e profondo presbiterio ad abside polilobata.
Del 1606 è il dinamico portale di Francesco Antonio Zimbalo che presenta una rotazione tipicamente barocca delle colonne che sorreggono il ricco architrave.
All'interno spiccano le cappelle di San Francesco da Paola di F.A.Zimbalo (1614-16169) e le tele di adorazione dei pastori di G.B. Lama (1730) e di S. Antonio da Padova di O. Tiso (1726-1800) |